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Ci sono richiami che a volte non si spiegano, ma si sentono.
Un’onda costante che accompagna le giornate, anche le più frenetiche, e ti invita a fermarti, ad ascoltare, a ricordare da dove vieni.
Per me, quel richiamo ha sempre avuto il profumo dei prati, il fruscio degli alberi mossi dal vento, la voce sottile dell’acqua che scorre. Tutti suoni antichi che mi accompagnano da quando ho memoria.

Sono cresciuto in un grande giardino concepito con maestria da un nonno che scelse oculatamente essenze mediterranee resistenti al clima asciutto delle Marche, immerso nel verde di un mondo fatto di alberi, siepi, roseti, insetti, nelle loro diverse stagioni. Da giovane non avevo ancora le parole per descrivere quella sensazione di appartenenza, ma la riconoscevo: mi ci sentivo bene. Così bene che iniziai a prendermene cura, instaurando un legame ancora più profondo con quell’ambiente che mi circondava. Intanto la vita, come fa spesso, mi portava altrove. Viaggi, lavoro, ritmi diversi. Ma ogni volta che tornavo a contatto con la natura, sentivo riemergere qualcosa di profondo — una calma, una chiarezza, un senso di “essere dove dovevo essere”.

Solo un giorno nell’approfondire argomenti inerenti il benessere dello stare in natura, ho scoperto che quel sentimento aveva un nome: biofilia.

L’amore per la vita e per ciò che è vivo

Il termine biofilia è stato coniato dal biologo Edward O. Wilson per descrivere la naturale tendenza dell’essere umano a cercare connessione con la vita in tutte le sue forme. Non si tratta solo di un amore per la natura, ma di una relazione intima e reciproca con ciò che è vivo — piante, animali, paesaggi, ecosistemi, elementi.
È qualcosa che abita nel profondo della nostra biologia e della nostra psiche, anche se spesso lo dimentichiamo, distratti da un mondo che ci separa dal naturale con muri, schermi e asfalto.

Per me la biofilia non è mai stata un concetto teorico: è una sensazione concreta, fisica, che ritorna ogni volta che cammino in un bosco o respiro l’aria fresca di montagna. È quella percezione di essere parte di qualcosa di più grande, di appartenere a una rete viva che sostiene, nutre e accompagna.

In un periodo della mia vita, quando tutto sembrava correre troppo veloce, è stato proprio questo richiamo a riportarmi in equilibrio. Tornare alla natura è stato come tornare a me stesso.

Dal sentire alla scelta

La consapevolezza della mia biofilia è diventata, col tempo, una direzione.
Non era più solo un bisogno personale di pace e connessione, ma il desiderio di condividere questo sentire con gli altri. È da lì che è nato MARCHEXPLORE: un progetto che unisce la mia passione per la natura, le Marche — la mia terra —  un progetto personale con la voglia di offrire esperienze che aiutino le persone a ritrovare il proprio legame con il mondo naturale.

Nel percorso che ho affrontato prima di diventare a diventare Guida Ambientale Escursionistica, ho   approfondito discipline come la biologia, l’arboricoltura, la biofilia e l’ecopsicologia, che mi hanno portato in maniera naturale ad abilitarmi Istruttore di Immersione in Foresta.
Per me anche l’attività di Educatore Ambientale più che un mestiere, è un modo per restituire a studenti ed adulti ciò che la natura mi ha insegnato.

Ogni esperienza che propongo, un’escursione, un bagno di foresta, una camminata notturna sotto le stell, nasce con l’intento di aiutare chi partecipa a tornare a ricordare.
Ricordare come si ascolta il vento. Come si respira a pieni polmoni. Come ci si sente parte di un luogo, di un ritmo, di un equilibrio più ampio.

L’invito a tornare a casa

Credo che in ognuno di noi viva un desiderio silenzioso di ritorno.
Un bisogno di riscoprire la lentezza, la presenza, la connessione con ciò che è vivo.
La biofilia è la porta che ci riporta a casa — non a un luogo geografico, ma a uno stato dell’essere.

Camminare tra gli alberi, osservare il cielo, ascoltare il canto di un fiume: sono gesti semplici, ma profondamente trasformativi.
In quei momenti, il tempo rallenta e le distanze tra noi e il mondo si accorciano. La natura non è più qualcosa da ammirare, ma un organismo di cui siamo parte.

E allora, questo primo articolo — e questo nuovo inizio — vogliono essere un invito:
a chi sente lo stesso richiamo, a chi vuole ritrovare la propria natura, a chi desidera tornare a casa.

Camminiamo insieme.
Perché la biofilia non è solo un amore per la vita: è il ricordo di essere vivi.

E tu, quanto ti senti biofilico? 

di Leonardo Ionni – MARCHEXPLORE

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MARCHEXPLORE di Leonardo Ionni
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